Accademia della Vrenna

Accademia della Vrenna · 05. giugno 2018
Verbo del dialetto cilentano, qui nella forma contratta all'infinito, che non ha un termine corrispondente nella lingua italiana. Indica la condotta di chi si prodighi in sproloqui specie contro un qualcuno ben individuato, a ruota libera, senza freni, in modo agitato spesso in assenza dell'accusato e al cospetto di uno o più interlocutori dinanzi ai quali l'accusatore esprime la sua rabbia. Lo "spatacciàre" è la dichiarazione, contro qualcuno, di una somma di rivendicazioni, quasi in .....
Accademia della Vrenna · 17. maggio 2018
Tuttavia, nel dialetto cilentano esso ricorre specie in forma ironica quando si voglia evidenziare la condotta di qualcuno che si sia voluto cimentare in una spesa, in un acquisto, in una donazione

Accademia della Vrenna · 14. maggio 2018
Sostantivo maschile singolare del dialetto cilentano, adoperato spesso anche in forma di aggettivo. In verità, ricorre più frequente al femminile «nzèrma». Non ha omologhi nella lingua italiana. «Nzèrma» o «nzèrmo»
Accademia della Vrenna · 07. maggio 2018
Il linguaggio consta non solo di parole, ma anche di gesti, mimiche, o cenni idonei a comunicare compiutamente un'idea sia pur minima, uno stato, una condivisione. Il linguaggio del cilentano è ricco di queste forme di comunicazione consistenti in combinazioni di smorfie, mugugni, contrazioni di labbra....

Accademia della Vrenna · 24. aprile 2018
Il verbo ingloba una componente di sorte, di fortuna, di imprevedibilità con le quali una scelta, una decisione, un'azione, pur sagge e ponderate, attendono di essere sottoposte ad un giudizio intorno ad un esito, ad un approdo, ad una conclusione. Più propriamente indica la condotta di chi abbia ottenuto un risultato al di là delle aspettative, più o meno consapevolmente fiutato,
Accademia della Vrenna · 16. aprile 2018
Espressione del dialetto cilentano che, formata dalla ripetizione della stessa parola, assume un significato peculiare e diverso rispetto al termine usato da solo. È traducibile approssimativamente con "dietro-dietro

Accademia della Vrenna · 21. febbraio 2018
Sostantivo ed aggettivo maschile singolare del dialetto cilentano, in uso anche nel napoletano, letteralmente traducibile con "bavòso". Nel vocabolario della lingua italiana, come aggettivo, indica il "pieno di bava", o la "persona decrepita", e - in senso dispregiativo - colui che è "incline alla libidine e alla depravazione". Nell'uso del parlato cilentano, però,
Accademia della Vrenna · 12. febbraio 2018
Sostantivo maschile del dialetto cilentano che sta per "padre". Si tratta di termine che - almeno col significato di "padre" - ormai volge all'estinzione nell'uso parlato nel Cilento, come anche in tutto il Meridione

Accademia della Vrenna · 06. dicembre 2017
Accademia della Vrenna di Pasquale Feo "Auceddià" : Verbo del dialetto cilentano che pare non avere un omologo nella lingua italiana, almeno nel significato con cui lo si