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Carnevale: Mashcari e Suoni

Il Carnevale è quel periodo dell’anno nel quale a tutti, anche chi è grande e vaccinato, ha il permesso di mascherarsi. E’ vero che crescendo, le formalità ci hanno condizionato e ci hanno fatto dimenticare la gioia che si provava a giocar di fantasia. Non ricordo se da bambino aspettavo con ansia questa festa, probabilmente era nel periodo di minor consumismo rispetto ad adesso o forse non la sentivo mia, quasi come oggi.

Noi di cosa ci mascheravamo? Agli inizi, ho memoria che, nei giorni che precedevano il Carnevale, iniziavamo, ognuno presso la propria famiglia a fare razzia di vecchi indumenti, meglio se del papà o del nonno , il carboncino del fuoco spento, poi, faceva il resto, delineando barba, baffi per noi maschietti e, per qualche sparuta ragazza, sopracciglia  più folte.

Così conciati, iniziavamo il viaggio dell’armata “Brancaleone”.

L’usanza, ormai desueta, era quella di girare per le case e “tuzzuliare” all’uscio delle famiglie del rione. Non mancavano inciampi e cadute rovinose dovute ai lunghi indumenti indossati, ma era tutto sopportabile; ci consolava sapere che da li a poco avremmo fatto “saccheggio” di: sanguinaccio, qualche piccola salsiccia, e poche caramelle o dolciumi vari,  offertici da coloro che sceglievamo. L’ incursione,  durava per un intero pomeriggio, poi ,via verso il nascondiglio, che era sempre lo stesso, un portico di una cantina provvisto di scale, che usavamo da sedie e tavolo, perfette e adatte allo scopo. Lì ci eclissavamo da occhi indiscreti per iniziare il banchetto e certo non facevamo differenza nel masticare salsiccia stagionata insieme a qualche pezzo di cioccolata. Peccato mancassero, forse poco se ne conosceva l’usanza, le chiacchiere meglio se ricoperte di cioccolato.

Delle feste, o come vengono chiamate oggi “sfilate” di carnevale, poche in verità a quella mia età adolescenziale, ricordo solo le stelle filanti, i coriandoli che restavano a dipingere per qualche ora le strade, le trombette suonate in modo assordante dagli altri bambini e gli scherzi a scuola e per le vie, alcuni, forse, anche di cattivo gusto.

Rammento che quelli più frequenti, consistevano nello spruzzare con la schiuma da barba i passanti o rompere in un luogo chiuso delle mini fiale, contenenti un liquido a base di zolfo che provocava un odore nauseabondo. Probabilmente posso risultare patetico, ma ammetto che avevo timore dello spruzzo della schiuma, perché da una parte subire lo scherzo voleva dire, sentirsi rimproverare al ritorno a casa per essersi sporcati i vestiti e soprattutto lì, sul momento, fare una figura pessima, almeno così pensavo allora, con la gente che assisteva alla scena. Poi vennero gli anni in cui una certa predilezione per questa festa, iniziava a fare capolino dalle mie parti, iniziavano a girare in TV le prime icone per noi adolescenti,  personaggi famosi o giù di lì…. l’indiano, il cowboy, il poliziotto…. io sfogliavo e sfogliavo ma alla fine sceglievo sempre Zorro o lo Sceriffo. Non c'era molta fantasia in me da piccolo a dirla tutta e comunque a me piaceva tanto, ma proprio tanto, Zorro, al massimo il Cowboy, anche se una volta grazie al fatto che un nostro amico di famiglia ci portò, da un suo viaggio in Messico, un sombrero e il poncho , mi vestii da messicano; sempre cowboy era alla fine, ma un cowboy messicano.


I personaggi erano quelli, al massimo qualcuno azzardava a vestirsi da pompiere, da prete se proprio si voleva esagerare; oggi fra spiderman, batman, iron man, fatine e pagliacci vari,  è complicato, anche perchè le mamme moderne non sono così pratiche e non perdono tempo a fare vestiti un mese prima, lo comprano. 

Per concludere non ho un ricordo del carnevale del tutto positivo, così come non ho molta simpatia per alcuni Carnevale, dell’era moderna, a questo riguardo , leggevo, qualche giorno fa,  un fatto di cronaca datata V secolo a.c. -  Un discepolo di Socrate, un certo Antistene, un giorno si presentò al suo cospetto con la clamide strappata. Questa la risposta del maestro: attraverso questi fori, o Antistene, vedo tutta la tua ambizione. Chi vuole, impari.  E come se il  Carnevale stesse per abbandonarci con il suo carico nostalgico, causa una moda che ha identificato la trasgressione con la normalità.
Buon Carnevale!! 


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