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Castelsandra:il Sindaco vuole il suo recupero

Video dal canale YouTube di UltimoTv

Il Sindaco vuole il suo recupero e chiede la copertura del ministero dell’ambiente, del Parco e della Soprintendenza. Il vero rischio reale è che a essere recuperato può essere,insieme al Castelsandra,la presenza (e l’attività) della camorra ovvero un bene confiscato alla camorra rischia di esserle restituito.

Con il trucco della finanza di progetto.

Tempo fa avevo rivolto pubblicamente sei (6) domande al sindaco di Castellabate sul prospettato progetto di riqualificazione e recupero del Castelsandra e rispose,sempre pubblicamente,che lui non sapeva rispondere alle mie domande in quanto non era un esperto o un tecnico e che si sarebbe rivolto,per le questioni da me sollevate,ad esperti e tecnici. Naturalmente neanche io sono un tecnico ma queste cose le ho imparate facendo il sindaco come lo è lui già al secondo mandato (senza contare che ancora prima è stato amministratore con funzioni anche di vicesindaco … per cui un po’ di ‘esperienza’ e di cultura urbanistica dovrebbe averla) per cui attendo ancora una risposta pubblica da lui o da qualche suo tecnico e/o esperto di fiducia prima che si imbarchi in un’avventura che andrebbe attentamente ponderata e considerata per evitare sia di coinvolgere altre istituzioni (Ministero,Parco,Soprintendenza …) sia eventuali conseguenze penali,visto che quello che va a proporre non è cosa di poco conto e riguarda un’area protetta e un territorio segnato pesantemente dalla presenza e da attività della camorra.

 


Hall Hotel - credits foto: lacittadisalerno.it
Hall Hotel - credits foto: lacittadisalerno.it

L’hotel Castelsandra è stato uno dei primi 5 ecomostri denunciati da Legambiente e forse è l’unico tra i 5 a non essere stato abbattuto. Fu oggetto di una poderosa e documentata denuncia del WWF nazionale firmata dall’allora Presidente Fulco Pratesi e tra l’altro subì una o due ordinanze di demolizione firmate dall’allora sottosegretario Galasso,autore,proprio in quegli anni della legge di tutela n. 431/85 che porta il suo nome.

Ora di nuovo viene rilanciata la proposta di ‘recupero’ del complesso alberghiero del Castelsandra con l’annuncio che il 5 dicembre ci sarà il Ministro Galletti a ‘celebrare’ la ‘demolizione’ con le ruspe (!) della ventina di ‘villette’ abusive che don Luigi Romano aveva costruito (in legno su platea di cemento,se non ricordo male) alle spalle del poderoso complesso del Castelsandra.

Il sindaco di Castellabate ancora continua a credere o meglio a far credere che di abusivo c’erano solo quella ventina di casupole mentre il resto,secondo lui,era ed è assistito da regolari autorizzazioni per cui furbescamente cerca di celebrare la demolizione con ruspe di questa ventina di casette di legno alla presenza del Ministro dell’Ambiente e di altre autorità come Parco e Soprintendenza cui poi,subito dopo,a Villa Matarazzo fa firmare un protocollo d’intesa per il recupero del complesso alberghiero del Castelsandra confiscato alla camorra e che rappresenta il vero ecomostro di cemento da abbattere!

Un’operazione davvero ardita degna di un pirata dal colletto bianco dei nostri tempi:il sindaco utilizza la foglia di fico della demolizione delle 4 casupole di legno per nascondere la vergogna e la gravità della mancata demolizione dell’ecomostro di cemento che vuole recuperare agli ‘antichi splendori’!

Siamo in tempi in cui in nome della legalità e della bellezza ci propinano brutture e illegalità come se niente fosse e senza che nessuno alzi e faccia sentire,almeno finora,la voce: allora a denunciare questo ecomostro oltre alle Associazioni Ambientaliste storiche (Legambiente,Italia Nostra,WWF e LIPU) si mossero personaggi e firme come i compianti Antonio Cederna e Antonio Iannello ed è davvero penoso che ora se ne tenti il recupero con la benedizione e l’avallo del Ministero e delle Autorità e degli Enti che allora e dopo l’hanno combattuto e denunciato. Oltre al professore Galasso si adoperarono con coraggio non comune l’arch. Fausto Martino e l’arch. Mario De Cunzo (allora Soprintendente di Salerno che poi negli anni successivi curò,su incarico del Ministero dei BBCCeAA, il PTP del Cilento costiero destinando quell’area a Conservazione Integrale C.I.) e ora vediamo che la stessa Soprintendenza è chiamata a firmare il protocollo d’intesa che salva l’ecomostro di cemento fatto dalla camorra in spregio e sfregio del paesaggio e del territorio e delle leggi che tuttora lo tutelano!

Personalmente continuerò a sostenere l’obbligo morale e giuridico di demolire il Castelsandra,il cosiddetto hotel della camorra,cosa che ho fatto da semplice cittadino,da ambientalista e da presidente del Parco. Propongo che prima del 5 dicembre data della visita del ministro Galletti e dell’annunciata firma del protocollo si tenga una conferenza stampa delle Associazioni Ambientaliste preceduta da un comunicato stampa e accompagnata da un documento da consegnare dalle autorità (Ministero Ambiente,Ente Parco e Soprintendenza) che chieda ad essi di NON firmare il protocollo che viene proposto dal sindaco di Castellabate.

Per quel che mi riguarda farò seguire la conferenza stampa dallo sciopero della fame affinché NON venga firmato il protocollo d’intesa e si proceda invece per la demolizione.

SPERO di non essere il solo a chiedermi e ad immaginare (e a temere) chi può essere il ‘privato’ che di questi tempi ha 20 milioni di euro da investire nel recupero del Castelsandra.

 

di Peppe Tarallo