I longevi del Cilento in diretta.

Ieri pomeriggio (12 Aprile 2017) le telecamere della “Vita in diretta”, noto programma di Rai1, hanno mostrato quello che ancora c’è di buono nel nostro territorio e nel mio piccolo Comune: le persone anziane, i “longevi”.  Molti li chiamano “i vecchi”, io li chiamo  i “primi”, coloro che detengono il privilegio di aver vissuto a cavallo di quasi due secoli e che sono la memoria storica e affettiva di questa terra.

Tra le persone intervenute, molti gli ultracentenari come “Zi Pietro”, personaggio di spicco del mio paesello, uomo umile ed onesto che per anni ha svolto la sua attività di falegname e contadino e, come ha ribadito sua nipote, “non si è mai fatto mancare un buon bicchiere di vino”.

Certo vederli lì, in posa, per una ripresa video vista poi in ogni parte del mondo mi ha commosso, ma allo stesso tempo mi confortava la dignità , la voglia di stare assieme e l’umiltà che ognuno dei presenti ha mostrato in diretta televisiva.


Loro, per un giorno al centro del mondo, il loro mondo, essi lo hanno costruito, sudato ed edificato per noi cercando di renderlo un posto migliore, preservando e tramandando la loro cultura e tradizioni affinché chi seguisse ne avesse potuto trarre vantaggio. Ma oggi è una altro giorno,  le telecamere sono andate via, si torna alla normalità, cade tutto nell’oblio e per alcuni, certo non per tutti, torna quella che ahimè, non vige solo per gli anziani: la solitudine

Tutti noi, chi più chi meno, corriamo sempre di più verso il vuoto e la solitudine, nonostante che la maggior parte delle nostre giornate le si viva a diretto contatto con tante altre persone.

Oggi purtroppo il nostro nuovo modo di vivere ci ha letteralmente allontanati da tutte quelle cose che tenevano unite molto saldamente tutte le famiglie abbastanza numerose.

Io per esempio ricordo con tanto piacere e, nello stesso tempo con molto rimpianto, le tante feste che allora ragazzo trascorrevamo attorno a lunghissime tavolate imbandite. Soprattutto la famiglia di mio padre, abbastanza numerosa, aveva la sanissima abitudine di trascorrere le giornate di festa al gran completo.

Le vicissitudini della vita ci portarono, poi, con il passare degli anni ad allontanarci da questa isola felice per altri lidi.

Purtroppo si iniziava a prefigurare quello che poi si sarebbe verificato in tutta la nostra società, lo smantellamento delle sagre familiari dove la saggezza dei nonni, dei genitori e l’ingenuità del futuro si mescolavano artatamente e la solitudine dei primi ancora non si figurava all’orizzonte.

Oggi è tutt’altra cosa.

E’ nel periodo Natalizio che i media tutti infarciscono le loro “pagine” di come vivono/soffrono gli anziani, di come è possibile aiutarli a vivere queste festività; come se solo il Natale sia l’unico loro calvario. E poi… gli altri periodi dell’anno …….???!!! Niente, tutto tace ed il cuore “si da pace”, il “vecchio” ritorna ad essere tale, circondato dalla sua solitudine e da un silenzio assordante.

Già avete mai ascoltato il rumore del silenzio?

I “primi” riprendono il loro percorso, quasi fosse un’attività lavorativa, sino al prossimo Natale, quando rifaranno la loro comparsa quasi fossero frutti da cogliere e consumare entro e non oltre. 


Ma ci sono dei casi eccezionali anche durante altri periodi, di tutto l’anno, in cui si diventa protagonista, quando il vecchietto inizia a non essere più autosufficiente, vere e proprie tragedie vedono scatenarsi figli contro figli, parenti contro parenti, su chi deve accudirli. Fin quando poi i vecchi posseggono beni ed averi ancora riescono a garantirsi una vecchiaia tranquilla se non hanno ceduto alle richieste dei propri figli/parenti e fatto il “testamento” prima del tempo. Che squallore di risultato si è riuscito ad ottenere con la nostra cosiddetta civiltà e libertà di costumi. Se il vecchietto è benestante finirà i suoi giorni in un lussuoso pensionato tra i suoi simili senza però la cosa più importante l’affetto dei suoi cari. I cari familiari intanto si sentono con la coscienza a posto nei confronti dei loro simili e vivono felici la loro vita caratterizzata sempre di più dalla più profonda solitudine in attesa, se tutto va bene, di fare la stessa fine dei loro cari anziani. Insomma oggi non si rendono conto che si stanno preparando il terreno per vivere, se saranno fortunati, la loro vecchiaia ancora peggio di come la stanno facendo vivere alle loro persone anziane. Già in molte famiglie mangiare insieme ai propri figli, che vivono ancora in famiglia diventa, col passare dei giorni, sempre più un lusso. Ma questo non rappresenta altro che il prezzo da pagare ad una vita passata a rincorrere falsi miti e mete. Tutti noi corriamo il più delle volte senza più sapere verso quale reale obbiettivo. Corriamo e basta, solo per scimmiottare i più, quando troveremo il coraggio di fermarci e guardarci in uno specchio molto probabilmente faremo molto fatica a riconoscerci. L’importante però e correre .

 

di Alessandro Giordano

    13 aprile 2017 | 10:22

    © Cilento Reporter - RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Alcuni Video dell'avvenimento potete trovarli: La Vita in Diretta RAI1 ( dal min.9:26)     CilentoReporter pag.Facebook video1   video2

 

Condividi

Potrebbe anche interessarti.....


Scrivi commento

Commenti: 0