Un festival racconta i borghi del Cilento.

Cilento Reporter - Segreti d'Autore 2016 - Luca Zingaretti

Non solo mare in Cilento ma anche le meraviglie del paesaggio collinare che questo territorio offre. Questo celebra, per il sesto anno consecutivo il festival “Segreti d’Autore”, voluto dal Maestro Ruggero Cappuccio, una delle poche manifestazioni che porta alla ribalta del grande pubblico le meraviglie nascoste che si affacceranno, visitando durante la kermesse, Sessa Cilento, Valle Cilento, Castellabate,  Stella Cilento, Torchiara, Serramezzana ed Omignano.

Non si può “vivere” di solo sagre o eventi canori che sono importanti, dettate in un certo qual modo, valorizzano anche il territorio, esse sono insite nella tradizione popolare di questa terra ma, ahimè, a volte, hanno le sembianze di una vetrina dell’orrido o del qualunquismo.

Eventi, come “Segreti d’Autore” plaudono, invece,  a quello che è il patrimonio artistico e culturale del Cilento interno non sempre promosso e valorizzato. Certo è strano che manifestazioni del genere trovino in un privato cittadino, come il Maestro Cappuccio,  terreno fertile per la nascita e poi la crescita, anche se alimentate da finanziamenti Regionali, di manifestazioni per l’arricchimento territoriale, per cui mi chiedo, ma non riesco a trovare una risposta, perchè le varie amministrazioni presenti a questa latitudine non riescono a farsi carico di organizzare, creare e poi promuovere manifestazioni del genere e si limitano ad una solo e flebile sponsorizzazione?

Comprendo che nell’ epoca di grandi tagli in genere ed anche per la cultura si guardi sempre più al coinvolgimento dei privati cittadini come possibili nuovi sostenitori ma non credo che sia una giustificazione forse all’immobilismo di taluni amministratori che inermi aspettano la “manna” dal cielo; ma tant’è.

Si è iniziato il 25 Luglio 2016 a Valle di Sessa Cilento, nella splendida cornice di palazzo Coppola, con un dialogare tra Ruggero Cappuccio e l’intramontabile Commissario Montalbano al secolo Luca Zingaretti, al quale e stato assegnato il premio "Segreti d’autore 2016", opera realizzata da Mimmo Paladino.

Atteso da un pubblico strabordante, l'attore ha raccontato come la sua carriera non sia stata dettata dal famoso “fuoco sacro” e del suo passato sportivo da calciatore. Da giovane infatti era innamorato del calcio, racconta: 

Cilento Reporter - Segreti d'Autore 2016 - Luca Zingaretti
Luca Zingaretti riceve il premio "Segreti d'Autore 2016"

<< Innanzitutto, come potete immaginare, con questo fisico potevo fare solo il mediano (ride). In realtà il calcio è stato il mio primo vero amore, e lo è tuttora, devo dire che è stata una cosa che mi ha molto aiutato nei primi anni della mia vita.>> 

Cilento Reporter - Luca Zingaretti

Poi, punzecchiato dal Maestro Cappuccio, il racconto che tutti aspettavano, come ha scelto di diventare l’ineffabile Commissario Salvo Montalbano, personaggio nato dalla penna dello scrittore Andrea Camilleri;  «per me, realizzare Il commissario Montalbano, -  racconta l’attore -  è stato un colpo di fortuna. Ero in Sicilia nel 1998 per girare “Una sola debole voce”, film-tv per Rai 2 e lessi i primi due romanzi di Camilleri usciti da Sellerio: mi piacquero subito. Da lì decisi di candidarmi a quel ruolo e dopo tanti e lunghi provini scelsero me, ne fui felicissimo. Non fu facilissimo, però,  convincere la Rai sulla bontà del prodotto, io invece ero consapevole che quel poliziotto sarebbe stato un personaggio amato, mentre i dirigenti Rai reputavano la serie un prodotto di nicchia: e infatti per tre stagioni lo destinarono a Rai 2. Invece il pubblico si è innamorato di Montalbano, lo segue numeroso anche nelle repliche (alcuni titoli sono stati trasmessi anche cinque o sei volte) perché lo considera come un amico di famiglia che torna a farci visita.>>.

Questo il breve resoconto della prima serata e la prima tappa di questo festival itinerante che porterà alla ribalta degli ospiti che lo visiteranno ma, forse, anche degli stessi Cilentani itinerari insoliti, tra centri silenziosi e solitari, spesso abbandonati da decenni, ma proprio per questo ricchi di storia, di cultura, di un’identità conservata gelosamente e per questo tanto più preziosa. Scorci di vita insospettata di cui il Cilento interno è ricco ma che restano confinati all’apprezzamento di una minoranza. Eppure, al di là dei monti, delle coste, delle colline, belle ed accoglienti, esiste in questo territorio una unicità ancora tutta da scoprire.

Si tratta dei borghi, dei centri storici di cui  questa terra è ricca tanto da far concorrenza a mete ben più ambite. Queste piccole realtà, troppo spesso trascurate, vengono collocate in posizione marginale rispetto agli interessi economici del turismo balneare tipicamente "di massa" .

Peccato che non si valuti in modo appropriato quanto la cultura e la storia possano esercitare un fascino notevole sul turismo e quanto i borghi costituiscano una risorsa vincente nell'ambito della concorrenza "globalizzata" del settore, dal punto di vista architettonico e artistico. L'enorme ricchezza di questi paesi è rimasta per anni in secondo piano e piuttosto che catalizzarne un'opera di recupero e loro valorizzazione, è stata conferita priorità ad altre iniziative, senza dubbio valide ed interessanti ma che mostrano a chi viene in visita una sola faccia della medaglia.


Eppure, anche nel settore del turismo, si può e deve realizzare quello che è un tema centrale nella politica interna e comunitaria, ossia il conseguimento di una forma di sviluppo solidale e sostenibile.

Porre maggiormente l'accento su iniziative come “Segreti d’Autore” per “pubblicizzare” questi piccoli borghi, inseriti in contesti paesaggistici straordinari, accrescerebbe la consapevolezza, nell'opinione pubblica e del potenziale turista, sul loro valore inestimabile. L'obiettivo principale dovrebbe essere quello di preservare il patrimonio di arte, cultura, ambiente e tradizioni racchiuso nella storia millenaria dei numerosi borghi presenti su tutto il territorio del Parco, valorizzandone allo stesso tempo le potenzialità turistiche.

 

di Alessandro Giordano

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