Un aeroporto per andare in vacanza.

Sembra quasi, a raccontarla, una barzelletta, ma purtroppo non è così, anzi basta aver voglia di scappare dal Cilento  e si trovano, a qualche centinaio di chilometri dalla mia terra, innumerevoli destinazioni per chi ha voglia di uscire dalla routine quotidiana Cilentana. Certo ! Non lo sapevate?  Basta scapicollarsi fino all’aeroporto di Pontecagnano, strade “sterrate” permettendo e trovare voli, da questo giugno 2016, per Corfù – Ibiza -  Malta -  Mostar e Olbia;  per fortuna, però che qualcuno si è almeno ricordato che il flusso turistico, forse, dovremmo portarcelo a casa e difatti, 2 volte a settimana, c’è un volo da e per Milano ed una volta a settimana da e per Verona. Benvenuti nell’Italia dei piccoli, inutili e dannosi aeroporti, di cui è costellata la penisola. Questo l’intuito della governance aeroportuale per ripianare i debiti; ma c’è anche da dire che lo scalo non fa molto gola a vettori importanti che potrebbero permettersi di offrire un ventaglio di destinazioni diverse da quelle sino ad ora proposte, ossia da e per scali Italiani ed Europei che accompagnino e non trasbordino flusso turistico. Abbiamo speso milioni di euro per un aeroporto, senza aver capito che essi servono a portare le persone non a farle solo andare in vacanza. Certo potevamo andare a Parigi, Londra, Barcellona, Roma, in Sardegna al mare, Bruxelles, ma non ci siamo mai chiesti quanti potevano arrivare da quei lidi invece di mandarci il Cilento e zone limitrofe.

 

Da dire, però che qualcosa, dal punto di vista infrastrutturale si sta muovendo, difatti il  6 maggio scorso il CDA dell’aeroporto, grazie al contributo erogato dalla Regione Campania (previsto dallo sblocca Italia), ha approvato il completamento infrastrutturale dello scalo, contenente il potenziamento e l’allungamento della pista di volo a 2 mila metri nonché l’acquisizione delle aree necessarie al progressivo ampliamento a 2200 metri, con un investimento complessivo di 40 milioni di euro, questo, al suo compimento sarà un passo in più verso la modernizzazione dello scalo e la ciliegina sulla torta che potrebbe renderlo più appetibile a compagnie Italiana ed Estere affinché,  esse ne ricavino un reale interesse. Nel frattempo, però,  un po’ di debiti cumulati vi sono e si spera che i soldi messi sul tavolo non servano a ripianarli. Se le rispettive societa’ di gestione fossero state delle aziende private, molte avrebbero già dovuto portare i libri in tribunale,  invece questo non accade, perché nella grandissima parte dei casi hanno una compagine sociale composta prevalentemente da enti pubblici, che puntualmente ogni anno ripianano le perdite frutto di gestioni all’acqua di rose.


Comuni, provincia e regione che per grotteschi e campanilistici calcoli politici da anni preferiscono buttar via milioni.

L’aeroporto che nel periodo 2007-2014 ha totalizzato poco meno di 63mila passeggeri (fonte ENAC) , e’ costato, dal 2007,  anno della sua inaugurazione ad oggi, qualcosa come 100 milioni di euro che a ben poco sono serviti . La struttura si è così rivelata un mezzo carrozzone, che ha drenato milioni di risorse pubbliche senza mai diventare un valore aggiunto anche per il Cilento che sognava, anche attraverso i cieli, di vincere il suo storico e oggi drammatico isolamento.

Intendiamoci, Pontecagnano  non è Londra o New York. Il suo aeroporto non sarà mai un hub intercontinentale, è di secondo o terzo livello, resterà sempre “suffraganeo” al ben più trafficato scalo di Napoli, ma come per altre regioni detentrici di aeroporti, esistono margini di crescita, sia a proposito di movimenti turistici sia per spostamenti delle popolazioni locali, per ragioni di lavoro o per necessità familiari, di studio, sanitarie ecc.. .

Esiste ancora un’ulteriore ambito che può e deve essere incrementato, quello commerciale di trasporto aereo rapido dei prodotti del settore agricolo della Piana del Sele e del Parco Nazionale del Cilento. Voli cargo diretti in Europa, la penisola arabica o gli Stati Uniti consentirebbero alle eccellenze agricole ed alle primizie dell’area di raggiungere in poche ore importanti mercati, peraltro compattando di molto la filiera agricola. Percorsi e destinazioni su cui sarebbe delittuoso non investire attenzione e risorse.

Senza tralasciare, i tesori dei comprensori turistici del Cilento e Costiera di Vietri ed Amalfi, mete di prim’ordine, seconde a niente e nessuno per un turismo culturale sempre meno di nicchia. Ma la realtà è questa; niente alta velocità, niente aeroporto e una viabilità al collasso, quasi inesistente.

Eppure... eppure il Cilento e la Campania tutta sono piene di turisti, migliaia ogni giorno. Un territorio dove senti parlare tedesco, francese, russo, americano, australiano, giapponese, coreano, cinese, fiammingo, trovi eccellenze nell’alta ricettività di , alberghi, ristoranti, pizzerie, vinerie, osterie, spizzicherie, bar, stuzzicherie.

Ma come ci arrivano i turisti? Mi rispondo: treno, bus, auto,..... poche auto. 

Quella di avere uno scalo aeroportuale a poca distanza è stato sempre un sogno  che con un pizzico di buona volontà, potremmo far divenire realtà, scongiurando la beffa finale che potrebbe essere in agguato se non si saprà usare e calmierare quest’altra opportunità dataci: il fallimento! Che, paventandosi all’orizzonte ed impersonato da qualche abile soggetto privato ed aspettando i tempi giusti, potrebbe acquisirne la proprietà spendendo poco e niente, rendono vana questa possibilità o addirittura trasformandone l’area, visto la sua vicinanza al mare, in un mega resort di lusso così come è avvenuto in Grecia al vecchio aeroporto di Atene Hellenikon, ma con un pizzico di ottimismo sono certo che la mia ultima visione resterà solo un brutto sogno.

 

di Alessandro Giordano

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