Dalla Legge di tutela dei piccoli Comuni a quella della loro soppressione. Addio "piccola grande Italia".

MI RITENGO IN UN CERTO IL PAPÁ O ALENO L'ISPIRATORE della legge sui Piccoli Comuni :la proposi durante un dibattito al Salone della Provincia di Salerno in cui erano presenti l'on Pecoraro Scanio e l'on Ermete Realacci.

Io allora ero sindaco di Montecorice e di questa battaglia ne avevo fatto una bandiera. La Legge sui piccoli comuni,denominata anche della "Piccola Grande Italia" giace da anni in Parlamento e via via ha subito dei rimaneggiamenti alcuni negativi qualcuno positivo.

E ORA COSA SUCCEDE? anziché avere la legge a difesa dei piccoli comuni abbiamo in cambio la loro soppressione!

ProvIamo ad immaginare per un momento che fine farebbero tanti piccoli comuni di montagna e collina se fossero 'annessi' a comuni di pianura o più grandi. Diventerebbero la loro fastidiosa 'periferia' cui difficilmente si darebbe la dovuta attenzione politico-amministrativa e che difficilmente avrebbero rappresentanza nei consigli comunali cui sarebbero aggregati. I piccoli comuni sono un presidio di aree periferiche e (che siano di montagna collina o costa) preziose quanto,purtroppo,problematiche e in via di spopolamento,visto che pian piano vi hanno chiuso tutti i servizi che una comunitá civile,per quanto piccola deve avere.

ESSI hanno bisogno di cura e non di disattenzione, dovrebbero essere gli attori di una coretta politica di sussidiarietà e non i terminali di una politica centrale omogeneizzante.

Nei piccoli comuni come nelle loro unioni o varie aggregazioni andrebbe soppressa la politica partitico-dipendente che arriva a lottizare e occupare finanche questi piccoli luoghi come strumenti di consenso elettorale e politico-clientalari mentre UNCEM invece i piccoli comuni dovrebbero coltivare la partecipazione delle loro piccole comunità ai fini di una riappropriazione attiva e consapevole del proprio territorio della sua socialità e della sua economia locale. I piccoli comuni sono davvero lo scrigno della nostra biodiversità culturale nonché i custodi di un immenso patrimonio naturalistico-ambientale e paesaggistico. Non per niente si è detto di loro che sono la "Piccola Grande Italia" e ora vogliamo sopprimere i piccoli comuni che rappresentano questa grandezza e questa ricchezza del nostro Paese.

 

di Peppe Tarallo

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