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Cilento: territorio martoriato dal dissesto idrogeologico.

Con l'arrivo dell' autunno / inverno frane e allagamenti faranno la loro ricomparsa e come al solito,  il Cilento essendo un territorio martoriato dal dissesto idrogeologico, ne subirà le penose conseguenze.

Piangeremo sul latte versato; girovagando, vedo che si continua a fare una finta prevenzione, pulendo piccoli rigagnoli di acqua intorpidita accumulatisi ai lati delle strade, si è fatto in piena estate e si sta facendo tuttora, un lavoro di superficiale pulizia degli, ormai, alvei fluviali ai lati delle strade (cunette), poco invece si fa per i torrenti, piccoli o grandi corsi d’acqua che finiscono la loro corsa a valle e che al momento, attraversano senza far danni i piccoli borghi montani. Ma sarà sempre così? O prima o poi dovremmo imbatterci in un disastro di grosse proporzioni? Ci si comporta sempre così, fino a che non ci scappa la tragedia, subito dopo correremo ai ripari con le grosse “pulizie di primavera”.


Ma nel frattempo godiamoci madre natura che giustamente, si adagia sui canali di scolo, creando a sua insaputa dighe naturali che faranno tracimare le acque e provvederanno ad inondare tutto ciò che troveranno sulla loro ordinaria via di sfogo.

Ma anche altri sono i fattori che contribuiscono in maniera determinante a sconvolgere l’equilibrio idrogeologico del territorio, come: l’abusivismo edilizio, la pesante urbanizzazione, l’estrazione illegale di inerti, il disboscamento indiscriminato, la cementificazione selvaggia, l’abbandono delle aree montane, l’agricoltura intensiva e gli incendi, questi ultimi, piaga del nuovo millennio.  E come se non bastasse anche il fattore climatico è in rapida evoluzione. Ora c’è la "bomba d'acqua", come si usa definirla, ossia una notevole concentrazione di acqua piovana in pochissimi minuti che, di solito, arriva all'improvviso ed improvvisamente devasta, i meteorologi affermano che non puo’ essere prevista, ma previsto dovrebbe essere ed è, il danno che causerà.


Rendiamoci conto che, oggi, anche un semplice acquazzone si trasforma in tragedia, poiché sono tante e tali le umane speculazioni e le devastazioni a danno di questo povera terra che non ce la fa davvero più, è divenuta un’ avvilente colabrodo che fa acqua da tutte le parti.

Le tragedie che si susseguono a ritmo di un paio al mese sono ormai qualcosa di ordinario. Tragedie figlie di cataclismi naturali, ma anche di negligenze, incuria e allarmi inascoltati.

Per i Carabinieri Forestali, negli ultimi anni c'è stato un aumento straordinario dei Comuni a rischio idrogeologico, soprattutto al Sud e specialmente tra quelli più piccoli.

Tra le cause che condizionano e amplificano il "rischio meteo-idrogeologico ed idraulico" c'è anche, anzi predomina, l'azione dell'uomo, con i fattori riportati sopra.

Ma la causa principale, continua ad essere, sicuramente la mancanza di una seria manutenzione ordinaria che è sempre più affidata ad interventi 'urgenti', spesso emergenziali, e non ad una organica politica di prevenzione.