I monogrammi di Velia.

Chiarito il mistero dei monogrammi sui blocchi di pietra della Porta Rosa (Scavi Ascea - Velia) e sui mattoni: "sono dei numeri riportati a fini di contabilità in fase di estrazione del blocco di pietra o di produzione del mattone", è questa la conferma riportata poi in un libro da Federico De Luca,  "I numeri svelati".

Ebbene, alcuni di essi, recano impressi dei numeri, espressi in lettere greche che sono, nella loro composizione e legatura, simili a quelli che l’autore ha analizzato sulle monete alla ricerca delle notazioni numeriche riportate sulle monetazioni di Atene, Corinto, Siracusa, Velia e di altre città della Magna Grecia, oltre che di Alessandro Magno e di alcuni re ellenistici.  In un microcosmo così perfetto qual era la moneta greca, allora, che funzione avevano gli immancabili monogrammi? Federico De Luca se lo è chiesto per anni nel corso di una ricerca che lo ha portato a raccogliere e catalogare grossi quantitativi di immagini di monete greche da vendite pubbliche o provenienti da pubblicazioni specialistiche nonché da musei sparsi in tutto il mondo. De Luca è sempre stato convinto che se i monogrammi venivano riportati in uno spazio così ristretto, dovevano senz’altro avere una funzione molto importante altrimenti se ne sarebbe fatto a meno, né era soddisfatto della spiegazione corrente secondo cui si tratta dei monogrammi dei magistrati monetali. L’ illuminazione De Luca la ebbe quando ingrandì al computer l’immagine di un didramma di Velia degli inizi del III secolo a.C. su cui, a fianco a quello che veniva normalmente considerato un monogramma, si scorgeva un apice: ecco ritornargli alla mente la lezione del ginnasio sui numeri greci che si ottenevano aggiungendo un apice alle lettere dell’alfabeto. I segni sulle monete, quindi, erano numeri; non potevano essere altro che numeri. 

Ebbe allora inizio uno studio ossessivo per comprendere cosa indicassero quei numeri e perché. Il risultato di questo lungo lavoro di ricerca, più avvincente di un gioco enigmistico, è oggi presentato nel libro “I numeri svelati".

Analizzando approfonditamente alcune emissioni in particolare di queste monetazioni, De Luca dimostra che i monogrammi riportati sulle monete greche sono in realtà dei numeri (espressi nel greco antico con le stesse lettere dell’alfabeto) indicanti il taglio dell’emissione, la tiratura espressa in dracme di quella specifica serie monetale.Per la Professoressa Maria Caccamo Caltabiano, autrice della prefazione al libro, “l’ipotesi appare assai suggestiva e interessante anche perché è indubbio che fosse necessario tenere il conto, e quindi ‘controllare’ il numero delle monete emesse. L’esigenza era profondamente sentita nell’antichità, come testimonia l’accordo tra Focea e Mitilene della fine del V sec. a.C. Il trattato, che prevedeva che le due città emettessero ad anni alterni monete che godessero di libera circolazione in entrambe, comminava la pena di morte al

 


magistrato che si fosse reso reo di non rispettare il peso e la lega del metallo impiegato per le coniazioni”. Le monete greche ci svelano così numeri alti genialmente sintetizzati, cifre congegnate in modi sempre diversi ed insospettate progressioni numeriche. 

 

alcuni passi sono tratti dal Libro di F.De Luca : "I numeri svelati"

Fonte: classicadiana.it

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