La nomina a presidente del parco nazionale del Cilento,Vallo di Diano Alburni. Candidati e preoccupazioni.

L’ex governatore Campano Stefano Caldoro non c’è la fatta a nominare il nuovo presidente del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni, ora tocca a Vincenzo De Luca di comune accordo con il Ministro Galletti sbrogliare la matassa. Settembre 2015, dai ben informati,  potrebbe essere il periodo giusto per lo “Habemus Papam”.

Qualcuno, però, non si fida della scelta del neo governatore tanto da paventare anche la possibilità di nomina di un uomo di spettacolo al vertice dell’Ente, ma credo sia solo una boutade di chi non è certo nelle capacità “DeLuchiane” e ne mina la credibilità.

Certo è che la Legge detta che non può essere  nominato chiunque, l’incarico di presidente di un Parco Nazionale deve essere assegnato a un esperto in materia di Biodiversità e aree protette, quindi mi auguro che almeno in questo caso la si rispetti in nome del popolo Cilentano.

Il nome più accreditato è quello di Tommaso Pellegrino ( il 16 Dicembre 2015 è stato nominato Presidente del Parco) , sindaco di Sassano, poi c’è l’imprenditore e editore Valentino di Brizzi, il chirurgo Pellegrino, già deputato Verde, oggi con il Pd, e Francesco Antonio D’Orilia, dinamico veterinario, presidente della Fondazione Mida che gestisce le grotte di Pertosa e il sistema museale annesso nonché Franco Alfieri Sindaco di Agropoli e l’immancabile, omnipresente vecchio leone della politica cilentana Antonio Valiante.

Però, il tutto, potrebbe essere rivoluzionato dall’outsider Stefano Pisani, sindaco di Pollica, molto vicino a De Luca, ma qui le quotazioni al momento farebbero incassare poco i bookmakers .  

Nel frattempo il Parco Nazionale del Cilento, di fatto privo di una guida, ha lasciato trascorrere, in maniera completamente inutile, il periodo estivo, fase  che poteva rappresentare una valida occasione per lanciare iniziative di marketing territoriale. Senza dimenticare che ci sono decine di Lavoratori Socialmente Utili che attendono una soluzione per il loro futuro occupazionale .

Tutto ciò a conferma di quanto incapace di decidere sia (stata)  la nostra classe politica regionale. 

Da Cilentano e da cittadino attento ai temi del governo del territorio, soprattutto per le tematiche ambientali, non posso fare a meno di preoccuparmi e non nascondere la mia angoscia per la pesante e pressante partitocrazia che affligge la politica dei Parchi italiani, dove le nomine sempre più spesso seguono logiche di partito anziché quelle della competenza professionale e dell’interesse dell’ambiente. Una consuetudine che di fatto negli anni ha delegittimato l’attività di tutela del Parco. La partecipazione e concertazione attiva di cittadini ed associazioni ambientaliste potrebbe essere la chiave per bypassare il pericolo di nomine di partito  sarebbe un segnale importante.

Auspico che Vincenzo De Luca voglia interrompere questa pericolosa deriva, aprendo il dibattito.