Il Cilento alla ricerca del sacchetto perduto.

La raccolta differenziata è ormai divenuta una buona abitudine nel costume dei Cilentani, difatti nei mesi in cui non c’è il sovraccarico dei turisti sulla costa e nell’entroterra, non si attestano problematiche di rilievo.

L’inciviltà aumenta esponenzialmente in estate.

La popolazione raddoppia, triplica, forse pochi comuni riescono a gestire in maniera ottimale questa pacifica invasione, problemi con la raccolta rifiuti se ne sono visti anche durante il periodo invernale, ma contenuti e non dovuti al singolo.

Certo prove schiaccianti di colpevolezza di chi viene in villeggiatura a provocar danni, non ve ne sono, il Cilentano beffardo e sempre in agguato, l’unica cosa che posso testimoniare è che qualche cumulo di spazzatura rispetto a quella che io avevo depositato nel giorno ed ora prestabilita e seguendo le norme per la differenziata, l’ho trovata.

Naturalmente ciò che vi era nei sacchi della mondezza depositati da “loschi individui” era ben lungi da una visione recondita di una cernita di materiale dovuto in discarica per quel giorno, ma tant’è!

Diciamo, che chi ha depositato, si è sentito autorizzato a sversare in un luogo dove, secondo il suo flebile intelletto, poteva comodamente farlo tanto: “” non sono stato io, la colpa è del proprietario che vive lì… in quella casa”.


Il malcostume è diffuso e non c’è differenza di latitudine che tenga.

Ma chi è il lestofante?

L'uomo qualunque ? Forse il tanto atteso turista del fine settimana? Certamente è colui che decide di non avere voglia di un’invasione aliena, non ce la fa , non può aspettare tre giorni, da una consegna dell’umido all’altra, magari perché la crosta della pizza e i resti della frittata non vanno d’accordo con l’essenza profuma ambiente o perché il cestino (quello con i cadaveri della colazione, del pranzo, dell’anguria e delle lische di pesce), rischia di andarsene da solo sulle sue gambe, schifato di se stesso.

Se uno va via la domenica sera, carica in macchina la borsa del weekend, lo smartphone, il computer, il caricabatterie, i figli (in caso ne abbia), a volte la moglie (a volte no, ma lasciarla lì non sempre è facile) e pure la spazzatura?

La fa migrare?

La porta a casa?

Nella propria incivile, poco ecologica forse, per nulla riciclona ma certo organizzata città di provenienza?

Non mi stupisco nemmeno se a ogni ora del giorno, ma soprattutto di notte, vedi processioni da loggia massonica e file silenziose di turisti incappucciati che partono e con la loro spazzatura, tutta infilata nello stesso sacco nero, poi, parcheggiano lontano, raggiungono “l’area 51” della prima area di sosta a tiro, (e sulla malandata Cilentana ve ne sono tante), sulla via del ritorno e depositano merce andata a male.

Da non dimenticare il lancio del sacchetto dal finestrino, impareggiabile.

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