La mattanza del Parco.

Continua imperterrita la mattanza di animali nel Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni.

Tutto è iniziato qualche mese fa con il ritrovamento, nel territorio di Sanza di un lupo ucciso ed appeso per le gambe ad un segnale stradale, stessa sorte è toccata ad un cinghiale nel Comune di Castel Civita, ed a Monte San Giacomo un cavallo è stato ucciso a fucilate. Orrori senza fine per mano di chi vuol gridare, probabilmente, la propria rabbia verso le istituzioni del Parco del Cilento quasi sempre assenti.  

Certo la condanna a questa mattanza è unanime e non vi è dubbio alcuno che chi ha perpetrato questi killeraggi debba prima o poi pagarne le conseguenze.

Vi sono però dei problemi oggettivi ad alcune mattanze che ovviamente non possono essere ricondotte ad una assenza di dignità, come il sovraffollamento dei cinghiali sempre più vicini alle abitazioni e rei di distruzione di coltivazioni vitali per chi vive il territorio.

I problemi del Parco del C.V.A sono tanti, va ricordato che ad oggi, è ancora senza presidente da un anno e ciò crea ancora maggiori malumori ,

Non ultima la paventata ma non certa riperimetrazione del territorio ed i continui mal di pancia di alcuni amministratori locali riguardo allo sperpero di danaro pubblico ed alla troppa burocrazia in essere. Il progetto sul quale era fondata nel lontano 1991 la creazione del Parco era assolutamente dissimile da ciò che si ha tra le mani oggi,

In molti affermano che la mala-gestio,  è dovuta agli anni in cui l’istituzione è stata retta da chi non conosceva bene le realtà territoriali, gestione che ha concretizzato, poi, l’incancrenirsi di comportamenti assolutamente da punire ma mai come in questo caso l’ascoltare l’altra “campana” è quasi un obbligo.


di Alessandro Giordano

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